Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

4 novembre 2011

La risposta all'assessore Scidone

La settimana scorsa è stato pubblicato su "Il Giornale" questo mio articolo  (Enrico Moizo ndr) che criticava le scelte dell'amministrazione comunale in temi di sicurezza.

La risposta dell'Assessore Scidone è arrivata attraverso le pagine del quotidiano stesso:
"Gentile sig. Moizo, con riferimento alle Sue considerazioni, non intendo minimamente convincerla della bontà delle iniziative dell'Amministrazione che lei definisce «tappulli» ma farle una semplice domanda: lei che appartiene alla Fondazione Oltremare, finalizzata a riunire persone competenti e intellettualmente oneste che vogliono elaborare un progetto per rilanciare Genova, dal punto di vista economico, culturale e di gestione della città, ed affrontare anche temi politici di rilevanza nazionale, e si propone come luogo di approfondimento e confronto sui problemi e le potenzialità di Genova, potrebbe indicarmi le strategie giuste di competenza degli enti locali e le città che le hanno attuate, in tema di prostituzione, abuso di alcoolici e sostanze, immigrazione, spaccio? Sarò lieto di apprendere buone pratiche da altre città e confrontarmi con la Fondazione Oltremare su ciò. Cordiali saluti.
assessore comunale alla Città sicura"

Ecco quindi la mia risposta alle sue gentili osservazioni:

Egregio Assessore Scidone,
la ringrazio per la sua risposta. Lei non deve convincermi di nulla, sono certo delle buone intenzioni alla base dei provvedimenti da me menzionati nell'articolo del 25 ottobre. Credo, da idealista quale sono, che ogni vostra proposta persegua la sola finalità di migliorare la qualità della vita della nostra città. Tuttavia la mia critica era rivolta al tipo di soluzioni adottate, che mi sono parse spesso finalizzate a mettere a tacere i dissensi: "anestetizzare" il male anziché curarlo insomma. La questione dell'abuso di alcolici, per esempio, è molto complessa.

29 ottobre 2011

Presentata la lista "Enrico Musso Sindaco"

La sintesi del mio programma? Ridare Genova ai genovesi: ridare la speranza nel futuro e il senso dell'appartenenza e della propria identità. Tutto questo è stato espropriato ai nostri concittadini dalla mediocrità della burocrazia politica, incapace di decidere e capace solo di costruire discussioni senza fine e senza una conclusione concreta».

Enrico Musso presenta con questa sintesi la propria candidatura a sindaco di Genova nelle elezioni della prossima primavera.

E con la candidatura presenta anche il simbolo della propria lista civica che porta la scritta “Enrico Musso sindaco” accompagnata da un gabbiano e dallo skyline di una città stilizzati. Il senso: imparare a volare verso il futuro che oggi, per la maggioranza dei genovesi, è opaco se non oscuro.

3 ottobre 2011

La politica dei Tapulli


Il dialetto genovese è ricco di parole il cui suono racchiude anche una straordinaria capacità di sintesi del significato. Non esiste termine in italiano che si possa paragonare a "Tapullo", ne servono almeno quattro: una riparazione di fortuna e provvisoria.  Ecco, ad analizzare negli anni le strategie, le ordinanze, i provvedimenti e le soluzioni adottate dall'Amministrazione comunale in carica, per affrontare le diverse emergenze, molto spesso mi è tornata alla mente questa parola lasciata in eredità dai nostri avi marinai. Genova come una nave che continua a incagliarsi in un mare poco profondo e ostile e una ciurma che continua a correre ai ripari, tappando falle con quello che trova, senza mai, o quasi, cercare di trovare una soluzione strutturale, una nuova rotta che permetta alla nave di navigare un giorno in acque tranquille.

Il Capitano Vincenzi e ciurma non sembrano riuscire a guardare all'orizzonte, ignora bussola e carteggio, preferiscono andare avanti colpi di timone, d'istinto. Gli esempi di questa odissea sono tanti: in genere sono i quotidiani e i giornalisti a far emergere l'allarme, che non dura più di un paio di settimane, durante le quali l'amministrazione si sente sotto pressione e mette in moto quella che io definisco la "politica dei tapulli" appunto.

25 luglio 2011

19 luglio 2011

Il ritorno dei morti guidanti - Pass disabili ai defunti


Se nella filmografia di fantascienza-horror una pellicola cult che viene sempre ricordata è "Il ritorno dei morti viventi", a Genova rischiamo di ricordare "Il ritorno dei morti guidanti": mille e più pass disabili intestati a persone decedute e utilizzati impunemente, consentendo, oltre alla sosta nei stalli appositi, anche la sosta in divieto, la sosta oltre i limiti orari, il transito nelle corsie riservate e nelle zone pedonali e ZTL. 
Una serie di facilitazioni che avrebbe un valore commerciale enorme, e non è escluso che i detentori dei permessi ne facciano anche un uso commerciale al mercato nero. 
Come al solito il Comune promette controlli a tappeto e task force apposite. Lo aveva già fatto nell'Ottobre 2008 ("Riflettori accesi sui pass disabili, giro di vite contro i furbetti, stiamo effettuando molti controlli incrociati") e altre volte. Come dire, "Ora arriviamo noi!". Ma poiché questi amministratori sono al governo personalmente da oltre 4 anni, e le forze politiche che li esprimono lo sono dal secolo scorso, questo atteggiamento da turiste svizzere appena arrivate in città è fuori luogo

Oltre tutto risulta che non si sappia neanche quanti sono. L'amministrazione ha dichiarato "Stiamo pensando al censimento dei pass disabili". Ma lo ha dichiarato il 19/11/2008. Ci hanno pensato abbastanza? Non esiste una lista, e i controlli vengono fatti, secondo l'assessore Scidone, appostandosi nei pressi dell'auto con contrassegno e procedendo al controllo quando arriva l'autista. Con i tempi e i costi che è facile immaginare. 

Ma non è più semplice annotare il rilascio del pass all'anagrafe, e revocarlo quando il titolare muore? Oppure al Comune non mandano neanche la lista dei morti?


Articolo del Secolo XIX a seguito della denuncia di Enrico Musso.

Articolo del Secolo XIX di ieri 18 . 7 . 2011